Remunerazioni: la sfida dal mondo in house
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07 lug 2021
Associate e counsel

Remunerazioni: la sfida dal mondo in house

La perdita di competitività a livello di attrazione dei salari si fa sentire soprattutto negli studi full service di fascia media, dove ormai i compensi sono scesi ai livelli dei dipartimenti legali delle aziende



La crescita confermata in questi giorni dei salari in house pone un’ulteriore sfida agli studi legali in cerca di giovani talenti sul mercato. È quanto emerge incrociando l’ultima Salary Guide dedicata alle retribuzioni in house di Spring Professional con i dati relativi agli ultimi cinque anni dell’Osservatorio remunerazioni degli associate del Centro studi TopLegal (disponibile su TopLegal Review, nr. ottobre/novembre 2020). Si scopre che la crescita delle retribuzioni per i collaboratori è stata inferiore a quella dei colleghi in house nell’ultimo quinquennio.

Negli studi full service di fascia alta, gli stipendi sono cresciuti per un associate al primo anno dello 0,7%, mentre per un senior associate all’ultimo anno sono calate del 10,4%. In paragone, i salari dei legali in house nello stesso periodo sono cresciuti del 2,4%. Tuttavia, comunque, le cifre pagate dagli studi legali hanno un valore assoluto più importante. I 30.600 euro di retribuzioni per un associate in un grande studio di fascia alta al primo anno arrivano a 110.600 euro per un collaboratore all’ultimo, rispetto alla media di 31.510 per un impiegato e 56.190 euro per un quadro nei dipartimenti legali delle aziende.

La perdita di competitività a livello di attrazione dei salari si fa sentire soprattutto negli studi full service di fascia media, dove le retribuzioni medie degli associate al primo anno sono calate tra il 2016 e il 2020 del 29,1% a 20.040 euro. Per un senior associate all’ultimo anno, sono scese del 7,1% fino a 57.600 euro.

In controtendenza, si fanno notare le boutique specialistiche, più lontane rispetto ai full service dal processo di commoditizzazione in atto. Qui le retribuzioni dei senior associate segnano una crescita annuale, tra il 2019 e il 2020, di oltre il 30%. Il quadro diventa più positivo visto in prospettiva: +76% negli ultimi tre anni, +39,9% negli ultimi cinque anni. La nicchia ha protetto i salari dei collaboratori, soprattutto nella fascia alta dei fiscalisti, dove oggi si può ambire in realtà di eccellenza a stipendi di 180.000 euro l’anno. Queste cifre a Roma e Milano sono offerte solo da alcuni studi americani.

La forchetta delle retribuzioni è però molto ampia in questo cluster. Il divario si spiega con la differente remuneratività del business degli studi specializzati, da cui dipende la media delle retribuzioni dei collaboratori. I salari risultano più alti, per esempio, tra i tributaristi rispetto ai giuslavoristi.

L’aumento annuale più deciso dei compensi degli associate nel 2020 si è registrato però nel cluster delle società miste, a seguito degli investimenti fatti in Italia dalle Big Four per sviluppare le proprie divisioni legal (si veda TopLegal Review, nr. aprile/maggio 2020). Analogamente per gli studi britannici, dove le retribuzioni per gli associate all’ultimo anno sono aumentati del 7,2%, e del 16,2% al primo anno.

Tutti i dati dell’Osservatorio remunerazioni degli associate del Centro Studi TopLegal sono stati pubblicati su TopLegal Review, nr. ottobre/novembre 2020, disponibile su E-edicola. L’edizione 2021 dell’Osservatorio sulle remunerazioni sarà pubblicato il prossimo autunno.
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