Lo stratega dell’azienda
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09 mar 2021
TopGc2020

Lo stratega dell’azienda

Innovatività, non-technical skill e dialogo alla pari con il management sono le qualità che determinano l’influenza di un general counsel

 

Quali sono i tratti distintivi dei general counsel più influenti e apprezzati? In primo piano c’è la capacità di assumere la guida strategica dei dossier e di diventare punto di riferimento per i manager alle prese con rilevanti criticità.

Elementi qualificanti sono poi l’aver creato strutture interne più efficienti e guidato processi di innovazione e digitalizzazione. L’analisi emerge dal progetto TopGc2020, la nuova iniziativa dedicata alle leadership delle direzioni aziendali lanciata a fine 2020 da TopLegal, che da tempo ha aperto la riflessione sul ruolo del general counsel e sulla crescita della sua influenza all’interno delle aziende. Tramite una survey online, che si è chiusa a fine dicembre, è stato chiesto a partner e of counsel degli studi, come anche ai legali in house, di segnalare chi sono oggi i general counsel che si distinguono per influenza, autorevolezza e consenso raccolto.

La risposta di studi e direzioni legali è stata solida: sono pervenute oltre 200 segnalazioni, che sono attualmente in fase di analisi da parte del Centro Studi e i cui risultati verranno pubblicati nel mese di aprile su TopLegal Review in uno speciale dedicato. In attesa di conoscere il nome dei TopGc2020, le segnalazioni pervenute hanno permesso di tracciare un interessante quadro sulle caratteristiche ricorrenti e distintive dei general counsel maggiormente riconosciuti dal mercato.

Da una parte, l’espansione continua del ruolo verso plurime aree di competenza allarga il potere del legale all’interno dell’azienda, ma dall’altra alza l’asticella delle aspettative sulle abilità richieste, che già da tempo vanno oltre la specifica area legale. Dinanzi a questo scenario, un aggettivo ricorre più di tutti nell’indagine: stratega. Il general counsel è oggi colui che affianca il management nelle decisioni aziendali determinanti e più di una volta è egli stesso a promuovere e implementare progetti strategici.

Guidare la complessità
Particolarmente apprezzati dagli esperti del settore sono i general counsel che guidano il dipartimento legale, e spesso l’intera azienda, nelle fasi più complesse. Gran parte dei segnalati hanno partecipato infatti ai più importanti progetti strategici dell’azienda e sono considerati persona di fiducia delle figure apicali societarie. I direttori affari legali rappresentano così un passaggio obbligato prima di prendere decisioni cruciali o affrontare delle criticità. Inoltre, quasi tutti non ricoprono soltanto la carica di responsabile del dipartimento legale (talvolta anche a livello globale) ma siedono altresì nel consiglio di amministrazione, nell’organismo di vigilanza e in vari comitati, oltre a rivestire altri ruoli come presidente, vicepresidente, chief operating officer, responsabile anticorruzione, Dpo, compliance officer e procuratore generale o speciale con ampie deleghe.

Innovare con la tecnologia
Tra i risultati più sorprendenti delle segnalazioni vi è il ruolo fondamentale dei legali nei processi di digitalizzazione e rinnovamento in chiave tecnologica delle società in cui lavorano. Fino a pochi anni fa, il general counsel era visto come il gestore del rischio e il tutore della legalità: ruoli che hanno ben poco a che fare con l’innovazione. Ebbene, tale funzione si è progressivamente evoluta e oggi il general counsel è colui o colei che disegna la struttura legale a sostegno del progresso tecnologico mostrando attitudini da innovatore. Questo orientamento peraltro va a braccetto con l’efficientamento dei servizi legali e l’alleggerimento della struttura dei costi.

Dal dipartimento legale, infatti, ci si aspetta spesso una razionalizzazione delle spese e ciò a maggior ragione nel presente periodo di crisi. I legali in house più scaltri hanno capito fin da subito che la tecnologia è l’alleato fondamentale per abbattere i costi e così hanno promosso iniziative volte alla digitalizzazione del dipartimento legale, come l’elaborazione di mezzi di comunicazione innovativi, la gestione smart della funzione legal e lo sfruttamento delle ultime novità tech in ambito legale sia internamente sia all’esterno, richiedendola agli studi legali con cui collaborano.

Gestire la transizione
Il ruolo del Gc, tuttavia, non si esaurisce soltanto nel team che dirige e spesso si riverbera in scelte che coinvolgono l’azienda intera. Per esempio, le preferenze sono ricadute su diversi general counsel che hanno guidato la trasformazione strutturale delle aziende, che hanno ideato schemi legali innovativi per ottenere finanziamenti ovvero ancora che hanno gestito la transizione operativa dell’azienda sul mercato di riferimento. Sono i legali in house, infatti, che hanno permesso il passaggio di alcune aziende in settori completamente differenti da quelli iniziali (si pensi alle trasformazioni green di tante società) e sempre loro hanno guidato le aziende nella reinvenzione della propria offerta a causa della pandemia Covid-19, tramite una reazione resiliente e strategica. Per esempio, è stata citata una nota azienda nel settore beverage che durante la pandemia ha convertito parte della propria produzione di alcol nella distribuzione gratuita di gel disinfettanti.

Sviluppare le capacità non tecniche
Altra qualità del legale d’impresa di successo emersa dalla ricerca è il possesso e lo sviluppo all’interno del team delle cosiddette soft skill. La competenza tecnica del professionista, come succede anche per gli avvocati, è ormai data per assodata. Per essere un general counsel influente e stimato occorre possedere abilità cognitive, comportamentali e interpersonali non tecniche che completano le conoscenze giuridiche rendendole più efficienti ed efficaci.

E così tra le qualità più apprezzate vengono annoverate il carisma, la leadership, la capacità di inclusione e valorizzazione dei collaboratori, l’umanità, lo spirito innovativo, la garbatezza, la precisione, la sapiente gestione delle risorse, l'alta capacità di comunicazione, di pianificazione e di strategia. In particolare, è stata apprezzata la spiccata propensione alle relazioni interpersonali e la capacità di anticipare gli scenari e muoversi in ogni contesto. Premiato anche chi promuove lo scambio di conoscenze e le occasioni di incontro con l’obiettivo di sviluppare le soft skill, contribuendo così alla motivazione della propria squadra.

Ecco che il general counsel di una delle più importanti aziende del settore energy si è guadagnato la menzione per aver «cambiato drasticamente il ritmo, l'umore e l'efficienza del dipartimento legale».

L'articolo completo è stato pubblicato su TopLegal Review, nr. febbraio/marzo disponibile su E-edicola.

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