L'integrazione è verticale
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15 dic 2020
Speciale

L'integrazione è verticale

Il Covid-19 accelera la necessità di rafforzare l’offerta per rispondere ai mutamenti del mercato. Alle boutique spetta prepararsi all’offensiva del multi practice sulla specializzazione


Rafforzarsi per rispondere con reattività alle nuove sollecitazioni e strutturarsi per intercettare nuovo business in una practice in ascesa. Sono queste le dinamiche che dovranno guidare le scelte gestionali degli studi giuslavoristi e dei dipartimenti lavoro all’indomani di Covid-19. L’analisi emerge dall’ampia indagine svolta da TopLegal sulle realtà più attive del settore che ha coinvolto un panel di 34 insegne, tra studi multi service e monospecialisti.

Durante la pandemia i giuslavoristi si sono trovati al centro delle richieste emergenziali delle aziende. I mandati hanno riguardato e riguardano sia la gestione corrente del personale su temi straordinari come il lavoro da remoto e i presidi sanitari specifici, sia l’attivazione delle misure di cassa integrazione. Nei prossimi mesi l’attesa è per un aumento ulteriore delle richieste in vista delle ricadute della crisi economica e delle relative riorganizzazioni aziendali. Non si esclude, inoltre, un ritorno al contenzioso ordinario legato alla fase di contrazione economica. In questo scenario sono tre i fattori che impatteranno sugli equilibri del comparto: l’aumento del carico di lavoro, il maggiore interesse sulla practice per intercettare i nuovi mandati legati alla congiuntura e la crescita della complessità tecnica.

Gli studi stanno già serrando le fila. Le insegne multi service stanno cercando la via migliore per rafforzare o creare il proprio dipartimento. Secondo quanto risulta a TopLegal, non sono mancate proposte da parte di grandi studi a boutique consolidate. I monospecialisti guardano però più a un rafforzamento indipendente, aprendo all’integrazione con altre boutique giuslavoriste ma non ad altre practice. Con la crisi è inoltre emerso con maggiore forza il valore di un’integrazione verticale con i consulenti del lavoro. Infine, in un mercato così delineato, e già molto frammentato, si inseriscono con sempre maggiore decisione le Big Four che stanno aumentando l’offerta di servizi di diritto del lavoro. Emblematica in questo senso è la recente alleanza stretta tra Deloitte Legal e LabLaw.

Le sollecitazioni gestionali

Una delle maggiori criticità nella gestione della consulenza giuslavoristica è stata la necessità di fornire ai clienti risposte in tempi rapidi in un contesto di grande incertezza e fluidità. Questa situazione ha accentuato la necessità di interazione tra i professionisti e ampliato i confini della consulenza su nuovi temi (per esempio, sicurezza e lavoro agile). A livello organizzativo sono state create task force Covid-19 specifiche per l’assistenza continuativa in tempo reale a fronte dei continui cambiamenti normativi. Allo stesso tempo, diversi studi stanno valutando il rafforzamento della struttura attraverso l’inserimento di lateral mirati o di professionisti da formare internamente. A fronte di un aumento della richiesta di servizi consulenziali, sarà sempre più importante avere massa critica.

Per rispondere alle sollecitazioni in atto, è il messaggio che arriva da più fronti, le dimensioni contano. Tuttavia, non a tutti i costi. I monospecialisti confermano la distanza che li separa dalle realtà multi service e il rischio marginalizzazione della practice. Ecco perché, nell’indagine effettuata, nessuno si dice esplicitamente interessato a una unione di questo tipo. La crescita dei singoli dipartimenti labour rischia frequentemente di essere penalizzata nelle dinamiche che regolano le scelte e le regole economiche delle insegne multipractice.

Per le sue caratteristiche, molto frequentemente il diritto del lavoro oltre a soddisfare le esigenze della propria clientela è chiamato a supportare la maggior parte delle altre practice, in particolare l’M&A, nonché a essere coinvolto nella gestione pratica delle tematiche interne di studio (rapporti con i collaboratori, dipendenti e società esterne fornitrici di servizi). In questo scenario le problematiche maggiori riguardano gli aspetti economici (come la corretta ripartizione del fatturato e adeguati correttivi in tema di predisposizione di budget), e gli aspetti pratici, come il numero delle risorse dedicate alla practice.

L'articolo completo è pubblicato su Focus Speciale Lavoro, che è possibile scaricare qui. Gli altri Focus Speciali su Penale, Covid-19 e Fintech sono disponibili qui.

tags: Ichino BrugnatelliLuca Daffra
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