Al via il TopLegal Italy Index
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02 apr 2020
TopLegal Review aprile/maggio

Al via il TopLegal Italy Index

La classifica definitiva. Il primo indice per conoscere i veri equilibri del mercato e le 40 insegne a maggiore densità di eccellenza



Definire l'eccellenza di uno studio. Racchiudere in un numero il posizionamento e l’autorevolezza complessiva di un’insegna. Definire quindi il suo peso specifico nel mercato. Con questi ambiziosi obiettivi nascono il TopLegal Italy Index, indice delle insegne con la più alta densità di eccellenza, e il TopLegal 40 Index, che ne rappresenta le migliori 40 insegne.

A ciascuno studio viene assegnato un valore sintetico di perfomance che tiene conto di due parametri di base: la qualità degli studi nel loro complesso e le eccellenze dei singoli professionisti. Un indicatore sui veri equilibri del mercato con una duplice valenza: un parametro sintetico di riferimento che offre alle insegne l’occasione di analizzare la propria forza relativa e la propria autorevolezza; uno strumento pratico in grado di orientare i clienti all’interno del frammentato comparto legale.

Attraverso questo lavoro inedito si propone quindi un modello virtuoso di valutazione e una misurazione oggettiva e attendibile. Come? Mettendo sul tavolo l’unico criterio che conta: il giudizio dei clienti. Un risultato che è stato possibile grazie al continuo lavoro di analisi svolto nel corso di questi anni dal Centro Studi di TopLegal che ha interpellato centinaia di clienti e aziende per portare alla luce il giudizio del mercato. L’Index si basa infatti su indagini analitiche per practice e settore di attività, che negli anni hanno fatto emergere quelle eccellenze a volte nascoste dal fumo della comunicazione e hanno avvalorato le ragioni del consolidamento delle altre.

Contenzioso: In Tribunale si va in tre
L’Italia è pronta ad accogliere il litigation funding? Come tutte le domande complesse, anche la risposta è altrettanto strutturata. Il fenomeno è oggi in crescita oltremanica e guarda in primo luogo alle aziende in procedura concorsuale e a quelle sotto stress finanziario. In Italia, i general counsel per ora stanno alla finestra: dalla ricognizione di TopLegal non sono infatti emersi casi dichiarati di ricorso allo strumento. Tuttavia, il Tpf potrebbe rivelarsi uno strumento utile non solo per le aziende in difficoltà, ma anche per quelle in buona salute: permette di sostenere un contenzioso superando i limiti spesso angusti del budget aziendale.

Big Four: La competizione si fa più accesa
Sbaglia chi sottovaluta il pericolo competitivo di un possibile ritorno in auge delle Big Four. Che sono tornate a crescere anche in Italia. È il risultato di una maggiore capacità di investimento e del vantaggio che possono rappresentare le sinergie interne alle società internazionali di servizi professionali. Ormai da più di un lustro Deloitte, Ey, Kpmg e PwC stanno portando avanti politiche espansionistiche nella Penisola sulla scia di quanto mettono in pratica all’estero. Nelle piazze di Roma e Milano le Big Four hanno saputo attrarre professionisti. In quelle regionali hanno inglobato realtà medio piccole e specializzate. Così, sono riuscite a imporsi non solo in ambito fiscale, area più contigua alla tradizionale attività di revisione, ma a mettersi in luce anche in altri settori presidiati dagli studi, come corporate e M&A, finance, Ip, life science e immobiliare.

Ecosistema d’impresa: Condividere la conoscenza per creare valore
A quasi un decennio dalla pubblicazione dell’intervento di Michael Porter e Mark Kramer sul “Creating shared value” (2011, Harvard Business Review), continua a esserci un vivace dibattito sul tema della creazione di valore condiviso da parte delle imprese. Parte da questo concetto l’iniziativa di TopLegal che premierà, nella prossima edizione dei TopLegal Industry Awards, i migliori studi nella categoria “Ecosistema di impresa”. Avanzando la domanda: se oggi questo dibattito chiamasse in causa anche gli studi legali? Se agli avvocati, sulla scia della rivoluzione tecnologica in atto, venisse chiesto di creare valore condiviso per migliorare il sistema? 

Strategie di comunicazione: Il fai da te che non funziona

Governance, competenze specifiche e strategie di branding. Sono i tre fronti su cui gli studi mostrano il fianco quando si parla di comunicazione e marketing. Domande quali: “Chi si deve occupare dei rapporti con l’esterno? Esiste un piano coerente per valorizzare lo studio? Cosa sto già comunicando all’esterno attraverso il mio sito?”. Interrogativi che dovrebbero essere in cima all’agenda dei managing partner. Eppure l’esperienza quotidiana di TopLegal mostra nei fatti, al netto di alcune chiare eccezioni, un panorama ancora molto artigianale e improvvisato. Dove i passi falsi non mancano.

Passaggio generazionale: La formula della longevità aziendale
Un'azienda familiare difficilmente sopravvive oltre la seconda generazione. Eppure ci sono numerosi casi che confermano il contrario, anche nostrani. Si pensi alla Fiat, nata a Torino l’11 luglio 1899. Ma in Italia possiamo viaggiare molto più in là nel tempo e trovare eccellenze familiari che hanno attraversato guerre, malattie e stravolgimenti politici. Sono vino, ospitalità e artigianato le attività familiari in grado di sopravvivere per migliaia di anni. E su dieci, cinque sono italiane. Qual è il loro segreto? Hanno una formula magica? Si, secondo i ricercatori. La formula esiste, ma non è magica e nemmeno segreta.

Manager in studio: Una convivenza possibile
Le competenze di cui hanno bisogno gli studi non si trovano negli studi: general manager, dirigenti con responsabilità strategiche, responsabili per l’innovazione, Hr manager, per citarne alcune. Al contrario, questi manager sono un tassello importante per attuare il cambio di approccio dal breve periodo al lungo periodo. Hanno il compito di portare a bordo le competenze dell’avvocato del futuro, di abilitare le tecnologie più utili all’insegna, di strutturare pacchetti retributivi funzionali agli obiettivi, di migliorare i processi e le tempistiche dell’offerta dei servizi. Talenti che si stanno rivelando fondamentali per l’ascesa dei concorrenti alternativi agli studi legali.

Dentons: M&A: obiettivo 40%
Un competitor locale di caratura internazionale per sinergie e contatti. Quando Dentons è sbarcato in Italia, nell’ottobre 2015, il managing partner Federico Sutti aveva un obiettivo: occupare un vuoto di mercato con un network globale capace, tuttavia, di operare secondo logiche competitive prettamente italiane. Forte di questa selling proposition, in cinque anni Sutti ha dimostrato di possedere ancora il tocco magico. Il fatturato dichiarato dallo studio è cresciuto da 11,6 milioni di euro nel primo anno (2016) a oltre 40 milioni nel 2019. Nello stesso periodo la squadra è passata da 48 a oltre 130 professionisti. 

Tim: Un’alleanza per la trasformazione
A gennaio 2017 Agostino Nuzzolo ha assunto la carica di general counsel di Telecom Italia e da allora si è aperto un triennio di grandi sfide. Nonostante i molteplici dossier sul tavolo la direzione legale, che conta circa 150 professionisti, è al 90% autonoma. Come può uno studio legale proporre una consulenza competitiva in un contesto di questo tipo? Abbandonando i modelli operativi del passato e investendo in servizi innovativi. Secondo Nuzzolo, infatti, nell’offerta degli avvocati è rimasto tutto molto tradizionale. L’attesa è che dai consulenti esterni arrivi una spinta significativa per la trasformazione tecnologica del mondo legale. 

Speciale Ai: Il legal tech visto dagli in house
Gli studi legali sono poco attrezzati per fornire servizi legali tecnologici al passo con le esigenze delle aziende. Eppure dovrebbero fare di più, perché in gioco è la stessa sopravvivenza dell’insegna. Così si sono espressi gli in house interpellati dal Centro Studi TopLegal sul grado di preparazione degli studi operanti in Italia nell'implementazione di sistemi di legal tech e intelligenza artificiale (Ai). L’indagine, a cui ha aderito un panel di oltre cinquanta in house attraverso un sondaggio online, si è ispirata alla sfida lanciata da Richard Susskind nel libro “L’avvocato di domani. Il futuro della professione legale tra rivoluzione tecnologica a intelligenza artificiale”. 


La versione integrale del numero è disponibile su E-edicola.
tags: DentonsKpmgEYDeloitteFederico SuttiPwCTelecom ItaliaFiatAgostino Nuzzolo
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