Npl, le opportunità nel 2020 per gli studi
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18 feb 2020
Cartolarizzazioni

Npl, le opportunità nel 2020 per gli studi

Le banche italiane devono gestire ancora 325 miliardi di euro di crediti dubbi secondo l'ultimo report di Banca Ifis

 

Uno stock enorme. Le banche italiane devono gestire ancora 325 miliardi di euro di crediti dubbi e le opportunità per gli studi specializzati e più attrezzati non mancheranno nel 2020. Negli ultimi anni l’Italia ha realizzato in Europa uno dei più forti trend di riduzione di crediti deteriorati (non performing exposures, Npe), che restano però a livelli elevati: l’Npe ratio, che misura la quota di Npe sul totale di crediti erogati, si attesta all’8% rispetto a una media europea del 3%. Il 5% costituisce il target richiesto dalla Bce.

I dati sono riferiti al secondo trimestre 2019 ed emergono dall’ultimo rapporto sull’industria degli Npl di Banca Ifis, che considera sia le sofferenze (non performing loans, Npl) sia le inadempienze probabili (unlikely to pay, Utp).

Nel 2020, secondo il report, le vendite di portafogli continueranno a supportare il raggiungimento dell’obiettivo della Banca centrale europea (5% Npe ratio) e sono attesi 37 miliardi di nuove transazioni Npl, con una quota in aumento di mercato secondario, e altri 7 miliardi di operazioni di vendita su Utp. Nel 2019 le transazioni dei portafogli Npl hanno raggiunto i 32 miliardi di euro, a cui si aggiungono 6 miliardi di transazioni su portafogli Utp, con una quota di operazioni sul mercato secondario pari al 17% del totale.

Intanto gli studi stanno cominciando a muoversi. A inizio anno si sono fatti vedere Dla Piper, Italian legal services, Rccd e Pwc Tls. Rccd ha agito con un pool di 12 banche popolari nella cartolarizzazione di 826,7 milioni di euro di sofferenze (Orrick ha agito a fianco di Jp Morgan in qualità di arranger). Pwc Tls ha assistito Illimity Bank nell'acquisizione di 1,6 miliardi di Npl da Banca Mps. Dla Piper, invece, ha affiancato Phinance Partners, in qualità di arranger e advisor, nell’acquisto di tre portafogli di Npl di circa 100 milioni. Italian legal services è stata coinvolta in due operazioni: a fianco di Iccrea, come sole arranger e advisor, nella cessione di un portafoglio di 230 milioni di sofferenze; e con Anacap nell’acquisto di un portafoglio di 64 milioni.

Alcuni studi stanno agendo anche sul fronte dei lateral hiring per potenziare il presidio in quest’area. Lo scorso anno, per esempio, PwC Tls ha accolto Cristian Sgaramella, dell'omonimo studio, assieme a 20 professionisti, rafforzando il settore dedicato ai crediti deteriorati delle banche e al contenzioso bancario e finanziario. Lca, invece, ha reclutato Davide Valli (ex Giliberti Triscornia), mentre Gatti Pavesi Bianchi ha puntato su Marc-Alexandre Courtejoie (ex Paul Hastings). Si segnalano anche alcune nomine interne a partner che hanno coinvolto professionisti esperti in Npl: Paolo Nastasi in Allen & Overy, Luca Sblendorio in La Scala, Agata Todarello in McDermott Will & Emery e Biagio Sole in Gim Legal.

Che le opportunità non manchino, lo dimostrano anche le strategie dei principali istituti di credito. La pipeline del 2020 vede un numero elevato di progetti di cessione di sofferenze (Npl) in fase avanzata. Tra queste, il rapporto di Banca Ifis ricorda le più importanti: cinque operazioni di Unicredit da realizzare nel 2020 per un totale di quasi 6 miliardi di euro; due di Iccrea Banca (4 miliardi); due di Intesa Sanpaolo (3,6 miliardi); una del Banco Bpm da 3,5 miliardi; due di Bper (2,5 miliardi); una da 2 miliardi della Banca popolare di Bari; una da 1,5 miliardi della Banca popolare di Sondrio; e una da un miliardo di Cariparma (Crédit Agricole).

Le banche, inoltre, hanno pianificato di vendere anche portafogli Utp di elevata dimensione. I volumi del 2020 potrebbero raggiungere i 6,7 miliardi di euro. In particolare, Banca Ifis nel report elenca diversi progetti: "Messina" di Banca Carige (500 milioni di euro), che vede come investitore potenziale Cassa depositi e prestiti; "Levante" di Intesa Sanpaolo (300 milioni); "Dawn" di Unicredit (1 miliardo) con Bofa Merrill Lynch come potenziale investitore; "Lima" di Banca Mps (100 milioni); e il progetto "Cuvèe"  (2 miliardi) che vede più istituti di credito e Amco (ex Sga) tra gli investitori interessati. È attesa anche una maxi - cessione di crediti Utp da parte di Mps da 7 miliardi di euro che potrebbe coinvolgere Amco (ex Sga) in partnership con altri player.

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