Studi inglesi, un bilancio in chiaroscuro
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19 dic 2019
Un anno di mercato

Studi inglesi, un bilancio in chiaroscuro

Il 2019 è stato un anno di luci e ombre per gli inglesi. Mentre il magic circle è in stallo, crescono Simmons & Simmons ed Herbert Smith Freehills. Saldo il presidio sulle operazioni di finanza, in crescita i mandati tradizionalmente affidati agli studi italiani

Il 2019 volge ormai al termine ed è tempo di bilanci. Un anno intenso per il mercato legale, dalla storica fusione tra BonelliErede e Lombardi alla chiusura di Paul Hastings, passando per numerosi lateral hire sia di singoli professionisti sia di interi team (l’approfondimento sarà disponibile nel numero di febbraio-marzo di TopLegal Review). Non sono mancate anche operazioni di spicco e strategiche non solo per le parti coinvolte, ma anche per il Paese. In questo contesto dinamico come si sono mossi gli studi inglesi? L’anno delle insegne di matrice britannica che hanno un presidio in Italia potrebbe essere definito un anno in chiaroscuro. 

Durante gli ultimi dodici mesi gli studi inglesi hanno messo a segno pochi lateral hire, mirati più a coprire “buchi” creatisi da perdite precedenti che a espandersi sul mercato italiano. Particolarmente colpito risulta essere il magic circle. Per Linklaters, il colpo più duro da incassare è stato senz’altro la perdita di Giovanni Pedersoli, che ha fatto ritorno nell’insegna di famiglia. Nel tax, invece, c’è stato un avvicendamento: a febbraio ha perso gli esperti Luca Dal Cerro e Riccardo Petrelli alla volta di Legance, ma a giugno ha recuperato con l’ingresso del neoresponsabile del tax Roberto Egori

Anche Clifford Chance non chiude il bilancio in positivo: nel 2019 perde infatti la counsel del dipartimento Ip Monica Riva e l’esperto di capital markets Luca Baroni mentre registra l’ingresso del penalista Giuseppe Principato. Freshfields Bruckhaus Deringer, a fronte dell’ingresso del counsel Nicola Franceschina nel team di real estate, ha subito nel medesimo dipartimento una doppia perdita: Andrea Caputo, senior associate, alla volta di Ashurst e Marzio Longo, equity partner, che ha contribuito allo sbarco di Greenberg Traurig in Italia a fianco di Santa Maria. In tale occasione, lo studio ha perso anche l’esperto di finanza strutturata Corrado Angelelli. Bilancio positivo, invece, per Allen & Overy che lo scorso ottobre ha registrato un doppio ritorno nell’area del diritto amministrativo: Luca Amicarelli e Nunzio Bicchieri.

Uscendo dal magic circle, è rimasta stabile la situazione di Hogan Lovells, che ha visto la promozione interna alla partnership dell’esperto privacy Massimiliano Masnada. Unica uscita, quella del contenziosita Mauro Teresi alla volta di Simmons & Simmons. Ed è proprio Simmons & Simmons uno degli studi inglesi a registrare maggiori investimenti sul territorio italiano. Oltre al già citato ingresso di Teresi, la law firm britannica ha messo a segno a spese di BonelliErede l’ingresso di Mauro Pisapia e del suo team, aprendo così il dipartimento di diritto amministrativo. Lo studio ha anche registrato una promozione interna: Simone Lucatello è diventato partner del team di financial markets

L’insegna inglese cresciuta di più in Italia negli ultimi dodici mesi è Herbert Smith Freehills che a giugno ha messo a segno l’ingresso di Lorenzo Parola e Francesca Morra da Paul Hastings con un team di sei professionisti e il lateral hire di Simone Egidi, tutti a rafforzamento del nuovo dipartimento energy. 

Con occhio sempre agli investimenti, gli studi d’oltremanica stanno guardando con attenzione anche alla gestione tecnologica e innovativa dei servizi legali: Linklaters ha nominato un innovation manager per l’Italia e Herbert Smith Freehills ha lanciato “Decision Analysis”, un software per valutare i rischi inerenti a un contenzioso. 

Spostando l’analisi sulle operazioni conclusesi nel 2019, gli studi inglesi confermano il loro presidio su banking e capital markets, soprattutto le insegne del magic circle. Più volte Allen & Overy e Clifford Chance hanno assistito le banche nell’emissione di bond - come nel covered bond di Mps e nel bond di Unicredit da 1 miliardo -, anche innovativi, come il primo green bond di Erg. Nel mercato della finanza strutturata, si segnala il significativo posizionamento di Hogan Lovells e Simmons & Simmons, che insieme si sono occupati del bond di Cassa Depositi e Prestiti da un miliardo e mezzo. Guardando a Piazza Affari, si è distinto Linklaters, che nell’anno passato ha ricevuto mandato per due quotazioni: quella di Nexi e di Ferretti (quest’ultima non andata poi a buon fine). Per quanto riguarda il contenzioso bancario, spicca la difesa prestata da Clifford Chance a Citi nella disputa generata dal crack Parmalat.

C’è da segnalare, infine, che le law firm britanniche sono riuscite a guadagnare mercato anche in quelle practice tradizionalmente affidate agli studi locali, come il contenzioso e le procedure fallimentari. Per esempio, Francesca Rolla e Andrea Atteritano di Hogan Lovells hanno seguito per Birra Peroni la disputa relativa al presunto abuso di dipendenza economica ai danni di Doreca, grazie alla difesa definitivamente escluso, mentre Carlo Giampaolino di Clifford Chance ha assistito Atac nella procedura di concordato preventivo in continuità

 

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