Food law, l’evoluzione di un comparto in ascesa
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18 lug 2019
Mondo legale

Food law, l’evoluzione di un comparto in ascesa

L’industria alimentare ha saputo trasformarsi e cavalcare una nuova ondata di interesse. Ne abbiamo parlato con Laura Orlando di Herbert Smith Freehills e Massimiliano Colognesi di Ab InBev




Il comparto alimentare sta vivendo un periodo di trasformazione. La tutela dei marchi collettivi e le classificazioni Doc, Dop e Igp dei prodotti alimentari costituiscono tuttora un’ampia fetta del mercato legale. Tuttavia, cominciano a farsi strada nuovi profili di tutela che necessitano di solide conoscenze in ambito compliance, regolatorio e brevettuale. Si tratta di mandati non particolarmente redditizi ma che sono, nelle parole della managing partner di Herbert Smith Freehills Laura Orlando (in foto a destra), «pioneristici e che ci consentono di lavorare a fianco di clienti che necessitano di una conoscenza specialistica in una materia molto difficile e regolamentata».

Sul fronte aziendale, il legale d’impresa ha dovuto abbracciare la nuova tendenza orientata al consumatore, che impone maggiore attenzione alla trasparenza dell’etichettatura e alla comunicazione pubblicitaria. «Anche un lieve errore – spiega Massimiliano Colognesi (in foto a sinistra), legal & corporate affairs manager di Ab InBev – può costare all’azienda un danno significativo in termini di immagine e sanzioni». E così il legale in house si trova di fronte alla sfida di tradurre le esigenze comunicative del marketing in soluzioni all’interno del perimetro della legalità. 

Anche il consulente esterno si trova a dover dialogare con il marketing del suo cliente. Infatti, le strategie di marketing guidano la consulenza legale, nel senso che la classificazione del prodotto avviene anche e soprattutto sulla base di come si vuole etichettarlo e pubblicizzarlo. Un chiaro esempio di questa tendenza è rappresentata dagli alimenti funzionali o novel food, una categoria di prodotti la cui difficile classificazione si colloca a metà tra quella degli alimenti e dei prodotti medicinali. Un ulteriore esempio è costituito dai food for special medical purposes: si tratta di alimenti che aiutano a sopperire a carenze nutrizionali legate a determinate patologie, in concomitanza con le cure mediche. Come si debbono classificare questi prodotti "di confine": alimenti, integratori o medicinali? La risposta non è mai univoca e, tra rischi e opportunità, si è creata una zona grigia. Secondo Orlando di Herbert Smith Freehills questo è il portato legale di una tendenza di mercato improntata a una sempre maggiore attenzione a ciò che mangiamo e agli effetti benefici degli alimenti. Una tendenza di cui si è fatta portavoce a livello europeo anche l’associazione Food Drink Europe che ha indicato per l’Unione europea una serie di esigenze della food industry, tra cui regolamentazione più chiara e razionale e maggiore attenzione alla protezione degli investimenti in ricerca e sviluppo. La necessità di promuovere gli effetti degli alimenti sulla salute porta ai legali nuovi mandati regolatori e di compliance, ma anche contenziosi. L’Agcom infatti è molto attenta a sanzionare eventuali pubblicità ingannevoli come anche lo Iap (Istituto di autodisciplina pubblicitaria).

I prodotti alimentari sono diventati sempre più complessi e questo si riflette necessariamente sulla consulenza legale. Oltre alla sempreverde tutela del marchio, oggi è cruciale affacciarsi correttamente sul mercato. E così l’avvocato diventa fondamentale sia nella fase di market access che in tutta la vita del prodotto, dalla sua classificazione alla produzione fino alla sua pubblicizzazione. Occorre infatti studiare la composizione dell’alimento e individuare la normativa più appropriata per la sua classificazione. «Spesso – rileva Orlando di Herbert Smith Freehills – questo esercizio di classificazione si estende a più giurisdizioni e coinvolge interlocutori complessi come il ministero della salute». Da un passo falso compiuto in queste fasi potrebbero derivare al produttore pesanti sanzioni oppure sfibranti contenziosi. 

La sensibilità del consumatore guida anche le strategie legali aziendali. I prodotti alcolici non sono soggetti a stringenti norme di trasparenza sull’etichettatura. Tuttavia, sulla scorta delle pressanti esigenze avanzate dai consumatori, anche un’azienda come Ab InBev ha ritenuto di doversi dotare di regole più rigide. E così, racconta Colognesi, è stato portato avanti un intenso progetto biennale che ha coinvolto tutte le otto giurisdizioni europee in cui è presente l’azienda ed è culminato – anche grazie al dialogo con le istituzioni e le associazioni del settore – in un documento in cui l’azienda ha orientato le proprie policy di etichettatura alla trasparenza. Questo processo, peraltro, è stato seguito interamente dalle direzioni legali interne delle varie giurisdizioni: «nella mia esperienza – rivela Colognesi – difficilmente il consulente legale esterno possiede la visione d’insieme necessaria per condurre operazioni di questo tipo. Chi è esperto di proprietà intellettuale, manca inevitabilmente di competenze a livello regolatorio e viceversa».

Gli esperti ci hanno inoltre indicato quali sono le aree legali in via di sviluppo nel comparto alimentare. Secondo Orlando, in futuro gli studi legali potranno aspettarsi nuovi mandati relativi alla tutela brevettuale di tali prodotti nonché in relazione al patent box. Nel primo caso si tratta di proteggere il know-how dell’azienda e valorizzare le tecnologie – sempre più sofisticate e innovative – impiegate per la produzione di questi prodotti. Dall’altro canto le agevolazioni fiscali connesse al patent box hanno introdotto incentivi per le imprese che valorizzano a bilancio i propri asset immateriali, con tutti i vantaggi che ne conseguono.

Per Colognesi l’innovazione caratterizzerà anche il settore alimentare, ponendo alla direzione legale la sfida di garantire la compliance del prodotto in termini di sicurezza alimentare, onde evitare frodi alimentari e sanzioni. La diffusione di Ogm e novel food (e.g. alimenti contenenti insetti) richiederanno l’intervento del legislatore e nuove competenze per i legali che dovranno aiutare il business a orientarsi in uno scenario nuovo e soggetto a continue innovazioni.
tags: Herbert Smith FreehillsLaura OrlandoAgComIstituto di Autodisciplina PubblicitariaMassimiliano ColognesiAb InbevFood Drink Europe
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