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Scossa dall’associazionismo, nasce Ugi
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01 feb 2019
Esclusiva

Scossa dall’associazionismo, nasce Ugi

Si chiama Unione giuristi per l’impresa. Ugo Ettore di Stefano racconta a TopLegal come la nuova realtà punta a promuovere la managerialità in house

 

La sua costituzione ufficiale avverrà in queste ore presso lo studio Zabban Notari Rampolla. A distanza di oltre quarant’anni dalla fondazione dell’Associazione italiana giuristi d’impresa (Aigi), per la prima volta un gruppo di professionisti ha avvertito la necessità di fondare una nuova associazione che tornasse sul tema della valorizzazione del giurista d’impresa. La nuova realtà si chiama Unione giuristi per l’impresa (Ugi). E punta al riconoscimento non dello status giuridico dell’in house come avvocato ma del suo peculiare ruolo di manager d’azienda.

Fucina del progetto sono stati gli uffici legali di Mondadori, dove è nato il confronto tra Andrea d'Agostino, senior legal counsel e responsabile privacy del Gruppo, Ugo Ettore Di Stefano (in foto), general counsel e dpo, e Luca Romolo Barlassina, senior legal M&a counsel. Alla loro idea hanno aderito, da subito, altri 12 amici e colleghi, che costituiscono lo zoccolo duro del progetto.

Gli altri 12 sono fondatori sono: Andrea Fedi e Filippo Troisi, entrambi partner di Legance; Emanuela Vecchione, general counsel di Concessioni Autostradali Lombarde; Rosa Scarpa e Gaetano Vittoria di McDonald’s; Federica Tigani, general counsel di Hearst Magazines; Iolanda Severino, healthcare compliance associate director di Shire - gruppo Takeda; Cristina De Haag, general counsel di Borsa Italiana; Gaetano Arnò, partner di PwC Tls; Giangiacomo Olivi, partner di Dentons; Claudio Tesauro, partner di BonelliErede e il notaio Mario Notari, partner di Zabban Notari Rampolla.

Il presidente dell’associazione, Di Stefano, in anteprima a TopLegal ha raccontato le ragioni e gli obiettivi che li hanno spinti a fondare Ugi come “facilitatore di valore aggiunto” non solo a vantaggio del giurista ma dell’azienda tout court


Con quali obiettivi e perché nasce Ugi?
L’idea di costituire una nuova associazione di giuristi per l’impresa deriva da una esigenza comune di creare maggiori sinergie tra chi svolge il ruolo di giurista d’impresa, i manager delle imprese e i consulenti esterni. In tale ottica, riteniamo che sia importante individuare e percorrere nuove strade per promuovere e favorire un maggiore sviluppo professionale del giurista per l'impresa e delle direzioni legali non solo nell’interesse di chi fa il nostro lavoro ma, in primis, delle aziende. Ugi nasce, quindi, con l’obiettivo di istituire tavoli di lavoro per garantire un confronto costante, concreto, operativo tra i portatori degli stessi interessi e tra questi e le istituzioni. Il tema vero per Ugi non è tanto far capire ai giuristi il loro ruolo, di cui riteniamo ormai tutti siano già consapevoli, ma dare l’opportunità all’azienda di percepire come il giurista d’impresa in questi anni abbia ormai assunto il ruolo di business partner entrando nelle dinamiche economico-commerciali dell’azienda stessa con un ruolo non solo consulenziale, bensì strategico e decisionale. Ugi si impegnerà per essere portavoce di questa rivoluzione “culturale” in Italia e all'estero.

Esiste già un’associazione che promuove la figura dell’avvocato d’impresa. In cosa vi differenziate?
Ugi nasce con uno spirito diverso, con scopi diversi per operare con modalità adeguate al mutato contesto di mercato e professionale. Per esempio, tra i nostri scopi non c’è la promozione dello status giuridico degli avvocati d’impresa, con la relativa possibilità di iscriversi all’interno di una sezione speciale dell’Albo degli avvocati. Come dicevo prima, ci interessa piuttosto creare un’unica piattaforma agile ed efficace di costante dialogo che connetta costantemente tutta la filiera creando quotidianamente valore aggiunto all’azienda. Per questo motivo abbiamo scelto di inserire in statuto la possibilità di entrare a far parte di Ugi, come soci sostenitori, anche per soggetti diversi dal giurista d’impresa, incluse le persone giuridiche, associazioni, istituzioni, gli stessi consigli degli ordini degli avvocati al fine di sostenere gli scopi e le attività dell’associazione. Ugi è stata concepita come una realtà innovativa e dinamica, moderna, particolarmente sensibile alle evoluzioni del mercato economico e del lavoro, per questo motivo abbiamo, tra le tante novità, deciso di aprire l’associazione anche a chi non è legato da un rapporto di dipendenza con l’azienda ma vi collabora con partita Iva in qualità di giurista d’impresa.

C’è incompatibilità nell’adesione a entrambe le associazioni?
Lo statuto dell'Ugi non prevede alcuna forma di incompatibilità e mi preme ribadire che non è intenzione di Ugi sovrapporsi ad altre associazioni. Io stesso faccio parte di Aigi. Inoltre, il nostro statuto prevede la possibilità di adesione anche da parte di associazioni in qualità di soci sostenitori. Quindi, sarebbe bello studiare insieme forme di collaborazione e anche progetti comuni. Certamente Ugi si muoverà in tal senso, per esempio, verso analoghe associazioni all'estero.

L’Aigi è stata creata nel 1976. Com’è cambiata da allora la figura del giurista d’impresa?
Oggi, a differenza del passato, il giurista d’impresa ha il dovere di operare in azienda da manager e non da mero consulente interno. Per questo motivo, Ugi promuoverà ogni iniziativa volta a favorire, nei giovani che si affacciano alla professione ed entrano in azienda, la forte preparazione tecnico/giuridica e manageriale rappresentando per loro un punto di riferimento e di supporto. 

Come mai in un’associazione di giuristi d’impresa sono presenti anche partner di studi legali e notai?
Per gli scopi che Ugi si è prefissata di raggiungere, per innovare e creare consapevolezza attorno alla figura del giurista d’impresa non si può prescindere da un confronto diretto e proficuo con professionisti di spessore esterni alle aziende che però parlano lo stesso linguaggio di noi giuristi d’impresa. Poiché uno degli obiettivi che Ugi si prefigge è quello, in ultima istanza, di creare valore aggiunto ai nostri clienti, ossia le aziende, è importante coinvolgere tutti gli operatori della filiera portatori di esperienze diverse. Per tali ragioni sono stati coinvolti professionisti di elevato standing nel mondo legale che potessero fornire quel quid in più per creare questo valore aggiunto.

L'intervista completa è pubblicata sul numero di febbraio-marzo di TopLegal Review, da oggi disponibile su E-edicola.

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