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Studi legali 4.0: le spinte verso il lavoro agile
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08 nov 2018
Dentro gli studi

Studi legali 4.0: le spinte verso il lavoro agile

I millennials dettano le esigenze per ridisegnare le strutture. Ma la posizione strategica resta il maggior driver per lo spostamento degli uffici

 

Il modo di lavorare negli studi legali sta cambiando e segue un percorso conforme ai trend internazionali e influenzato dalla crescente proporzione di millennials che entrano nel settore. È quanto emerge dal report “Law In Milan 2018”, basato su un sondaggio condotto da Cbre, società di consulenza immobiliare, e sull’analisi di novanta studi legali (di cui 60% italiani e 40% internazionali) con sede a Milano. Sul tema dell’organizzazione del posto di lavoro negli studi legali si veda anche un articolo di TopLegal Review (n. 3 aprile/maggio 2018). 

Secondo i dati pubblicati dal report, gli studi intervistati si confermano aperti al lavoro agile: il 55% ha già implementato alcune pratiche di “agile working” negli attuali uffici e, tra coloro che non lo hanno ancora fatto, il 40% è intenzionato a farlo nei prossimi tre anni. 

Secondo il sondaggio, il principale driver che induce uno studio legale allo spostamento della propria sede (per il 43% dei rispondenti) è sempre rappresentato dalla ricerca di spazi più grandi, mentre il 29% ritiene che il trasferimento verso un nuovo spazio faciliterebbe l’implementazione di politiche di lavoro più efficienti e, per il 14%, gli spazi attuali sarebbero già adatti a un utilizzo di questo tipo. Il 15% degli studi legali ha inoltre affermato di essere già alla ricerca di una nuova sede. 

Per quanto riguarda la location, il Central Business District rimane il “place to be”, anche se emergono apprezzamenti per le aree emergenti, come Porta Nuova (indicata dal 70% degli intervistati), la zona centro-sud compresa tra Missori, Porta Romana e Corso Italia (20%) e City Life (10%). A differenza di altri settori di business, per i professionisti del settore legale essere nel cuore della città è considerato un must, per trovarsi a due passi dai clienti e dai servizi del centro. 

«Per quanto riguarda la nuova frontiera del lavoro agile, gli studi legali – nota Stefania Campagna, head of advisory and transaction services office di Cbre Italia - considerano le tecnologie un'opportunità in grado di fornire maggiore flessibilità. Per il 32% la tecnologia è un elemento chiave per fare in modo che il lavoro non sia legato alla scrivania e si possa svolgere anche da casa, mentre il 27% vorrebbe cambiare il layout dell’ufficio, magari con una pratica di desk sharing (8%). D’altro canto, però, la riservatezza dei dati e la dipendenza dalla carta sono ancora visti, rispettivamente dal 75% e dal 48% degli studi intervistati, come due ostacoli all’implementazione del lavoro agile».

Il numero crescente di millennials che iniziano il loro percorso di carriera e sono disposti a rinunciare a parte dei propri incentivi economici in favore di un ambiente di lavoro più attento alle persone e alla socialità ha spinto gli studi legali a considerare aspetti ai quali in precedenza non si dava particolare importanza: la struttura più richiesta all'interno degli studi è l'auditorium (23%), seguono terrazzo per eventi (18%), palestra (14%) e servizi di ristorazione interni (14%).Tuttavia, secondo i risultati del sondaggio (75% dei rispondenti), tale spinta al cambiamento trova un potenziale ostacolo nella forte gerarchia tipica del settore. 

Infine, emerge che il 50% degli intervistati occupa uno spazio completamente costituito da uffici chiusi, mentre il 36% lavora in spazi composti da open space e uffici tradizionali. Anche in questo caso, la gestione della privacy è la principale sfida per poter creare nuove aree di condivisione, seguita dalla difficoltà a concentrarsi, aspetti indicati come scogli “difficili o molto difficili da superare” da gran parte degli intervistati. 

 
tags: Cbre
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