L'accelerazione impressa dall'Intelligenza Artificiale ha superato la semplice innovazione tecnologica per diventare un fattore di profonda trasformazione professionale e normativa.
È in questo contesto di rapidi mutamenti che si è tenuto il primo appuntamento del ciclo di webinar intitolato "Sguardi legali sull’AI", organizzato in collaborazione con Lexroom.AI, piattaforma italiana basata su intelligenza artificiale generativa, creata per gli avvocati e professionisti legali.
L'evento ha riunito esperti e professionisti del diritto per analizzare le principali questioni giuridiche, etiche e deontologiche sollevate dall'uso dell'AI, sottolineando come la tecnologia non sia un'alternativa al diritto, ma un nuovo campo da governare con rigore e responsabilità.
L’incontro è stato un momento di confronto e aggiornamento per la comunità forense, che vuole comprendere come bilanciare l’efficienza promessa dagli strumenti di AI generativa con i principi fondamentali di etica, responsabilità e tutela dei diritti, che restano il fulcro dell’attività legale.
Prospettive per la nuova generazione di avvocati
La discussione ha esaminato i principali fronti aperti dall'innovazione. Veronica Consolo (Consigliere Agam – Aiga Milano) ha aperto i lavori con un intervento dal titolo: "Giovani avvocati e AI: prospettive e formazione", analizzando il futuro della professione.
In questo senso l'AI, ha spiegato la professionista, è un moltiplicatore di efficienza che automatizza compiti a basso valore (come la document review), permettendo ai legali di concentrarsi sulle attività ad alto contenuto strategico.
L'urgenza è di integrare la competenza digitale nella formazione, insegnando ai professionisti a validare e integrare criticamente l'output dell'intelligenza artificiale.
L’Ai tra proprietà intellettuale e necessità di tutela
"AI e proprietà intellettuale: le sfide legali dell’innovazione" è il titolo invece dell'intervento di Alessandro La Rosa, of counsel di Glg & Partners. Il professionista si è concentrato sulle sfide della porprietà intellettuale, toccando il nodo cruciale della titolarità dei diritti d'autore sulle opere generate dall’Ai.
Si è evidenziata a tal proposito l'attuale asimmetria normativa che attende un quadro stabile, in particolare in relazione alla protezione dei dataset utilizzati per l'addestramento e al rischio di violazioni del copyright da parte dei modelli generativi.
Governance e responsabilità nel Gdpr
Anche lui membro dell'Agam, e avvocato dello studio Wst Law & Tax Firm, Adebowale Adediwura ha impostato il suo intervento esaminando il rapporto tra "AI e Privacy: tra Gdpr, tutela dei dati e responsabilità professionale".
Qualsiasi utilizzo dell’AI per profilazione o legal research deve rispettare i principi di minimizzazione del dato e trasparenza del Gdpr, ha spiegato il professionista.
E ha ribadito che la responsabilità professionale non è delegabile all'algoritmo: l'avvocato è l'unico responsabile legale delle sue conclusioni, rendendo essenziale la comprensione dei limiti dei tool utilizzati.
L'AI come strumento operativo conforme
Mauro Corselli, account executive di Lexroom.AI, ha fornito infine una prospettiva pratica su "come usare l’Intelligenza Artificiale in modo conforme, efficace e responsabile".
L'intelligenza artificiale è un assistente operativo che ottimizza la produttività, ma il suo corretto utilizzo richiede l'adozione di protocolli interni chiari, che assicurino la conformità normativa, la cautela nell'inserimento di dati riservati e il rispetto della deontologia professionale.
Il webinar ha chiarito dunque che il mondo legale è chiamato non solo a utilizzare gli strumenti di AI, ma a governare eticamente le loro implicazioni. Il successo della transizione tecnologica dipenderà dalla capacità della professione forense di mantenere l'integrità e la tutela dei diritti al centro di ogni innovazione, superando il timore per abbracciare la competenza strategica.
Il ciclo di incontri proseguirà il 19 febbraio con il secondo webinar, sempre in collaborazione con Lexroom.Ai.