L'intervista

Ranghino (Ambienta): “La sostenibilità non è un fine, ma la leva che sposta il mercato"

Con l'avvicinarsi della terza edizione di Esg Summit 2025, Fabio Ranghino di Ambienta interviene in maniera concreta sul tema, spiegando a TopLegal come generare valore ma anche come sfatare alcuni luoghi comuni

19-09-2025

Ranghino (Ambienta): “La sostenibilità non è un fine, ma la leva che sposta il mercato"

Non uno slogan, ma un motore di crescita. Non un semplice adempimento normativo, ma una leva per la competizione. Questi alcuni dei principi che guidano Ambienta, uno dei più grandi fondi europei interamente dedicati alla green economy, fondato nel 2007 con sedi a Milano, Londra, Monaco e Parigi e un patrimonio di 4 miliardi di euro in gestione.

 

Secondo Fabio Ranghino, partner e Head of strategy & sustainability, non può esistere una strategia Esg unica. Il beneficio sull'ambiente, sottolinea, deve sempre essere unito a un vantaggio competitivo reale sul mercato.

 

Il manager sarà uno dei relatori dell'evento TopLegal Esg Summit 2025, giunto alla terza edizione e in programma il 30 settembre. E spiega, citando anche operazioni recenti, come un approccio pragmatico possa e debba coniugare sviluppo industriale, impatto sulla natura e ritorno economico, nell'ambito di un contesto in cui la pressione regolatoria e le aspettative di investitori e stakeholder sono sempre più alte.

La vera sfida? Non è più solo la compliance, ma la capacità di tradurre la sostenibilità in performance duratura.

 

Dottor Ranghino, quali sono i meccanismi con cui Ambienta trasforma gli obiettivi di sostenibilità in performance economica concreta per le società partecipate?

Non tutte le strategie sono uguali. Esg è un termine non preciso per indicare la strategia perseguita da un prodotto finanziario. Ogni azienda ha una performance Esg. Sia una banca di microcredito, che un player Oil&Gas o una farmaceutica o un azienda industriale. E ci sono decine di industrie. Ambienta interpreta l’investimento sostenibile in modo diverso. Noi investiamo e quindi selezioniamo solo aziende i cui prodotti e servizi abbiano, nel loro settore di riferimento, un impatto ambientale positivo e per questa ragione siano in grado in sviluppare un vantaggio competitivo.

Facciamo degli esempi?

Una soluzione di gestione dell’acqua, che faccia risparmiare acqua. Un componente elettrico che fa risparmiare energia. Un prodotto chimico che sostituisce un altro più inquinante. Queste caratteristiche possono essere un driver di sucesso dell’azienda. Per noi quindi l’integrazione Esg, e cioè l’introduzione di pratiche che consentano di gestire i problemi ambientali, sociali e di governance legati a come opera la società diventa una pratica gestionale importante per ridurre i rischi e far crescere il valore, ma non necessariamente una leva di vantaggio competitivo. Per esempio a tutte le nostre aziende chiediamo di decarbonizzare, per esempio installando pannelli solari, ma i loro competitor possono in teoria far lo stesso. Copiare o imitare un prodotto con un vantaggio competitivo è più complesso.


Ambienta ha recentemente lanciato un continuation fund “Articolo 9” da circa 500 milioni per il settore delle pompe idriche e ha acquisito Act Andaluces tramite la piattaforma Babcock Wanson in Spagna, rafforzando la sua impronta nella transizione energetica industriale. Due operazioni diverse ma in qualche modo connesse. In che modo rappresentano un esempio di creazione di valore in questo senso?

Le due operazioni sono separate e gestite separatamente, rispettivamente dal nostro team italiano e da quello francese. In comune condividono la visione pan-europea e globale del piano di sviluppo che avviene sia per sviluppo organico che per linee esterne, come nell’esempio citato di Act Andaluces. Wateralia è per noi un caso molto importante perché rappresenta un progetto in cui abbiamo sempre creduto molto, da ben prima che riuscissimo ad avviarlo a inizio 2021. Dopo 3 anni di sviluppo intenso, in Italia e all’estero, ci siamo trovati limitati nello sviluppo di ulteriore crescita dalle risorse finanziarie disponibili attraverso il nostro fondo Ambienta III, per cui la creazione di continuation fund art. 9 ha rappresentato la strada ideale per poter continuare con l’azienda anche nei prossimi anni dotandola di capacità finanziarie aggiuntive che consentiranno di continuare con lo sviluppo organico e inorganico, soprattutto oltre i confini europei.

In un contesto dove Esg, sostenibilità e decarbonizzazione sono diventati valori sempre più attesi anche da investitori istituzionali e stakeholder regolatori, come si bilancia la pressione regolamentare con l’esigenza di rendimento? Ambienta vede rischi normativi o di compliance che i legali dovranno tenere fortemente presenti? 

I rischi normativi son sempre presenti, ma non rappresentano impedimenti al rendimento. Inoltre almeno per il momento le modifiche del contesto normativo relativo alla Sfdr non son sembrano all’orizzonte, per cui più che rischi normativi io credo sia necessario avere sempre una grande attenzione ai rischi commerciali rispetto agli accordi con gli investitori relativi ai temi della sostenibilità. In questo senso la pragmaticità e la comprensione del sottostante industriale e della strategia di investimento da parte del legale diventa critico per fornire un buon servizio.


Guardando al mercato consumer e ai servizi più vicini ai cittadini, ha senso porsi il quesito su quale possa essere il prossimo salto generazionale che le aziende Esg dovranno proporsi? Innovazioni tecnologiche, nuovi modelli di servizio, prodotti più “verdi”, oppure modelli di tariffazione nuovi che premiano la sostenibilità?

E’ difficile e secondo me scorretto generalizzare. Gli investimenti sostenibili come li definisce Ambienta abbracciano troppi settori e modelli di vista diversi. Io credo che la stella polare delle aziende che si occupano di soluzioni verdi deve essere guidata dalla valorizzazione della sostenibilità ambientale come leva di competizione. La sostenibilità ambientale fine a se stessa o ancora peggio non concreta o differenziante verso i competitor difficilmente porta successo commerciale di lungo periodo. Seguendo questo imperativo i clienti nel tempo dovrebbero comprenderne i vantaggi e adottare quel prodotto o servizio. Questo può passare da tutte le azioni menzionate, come da altre.


TOPLEGAL DIGITAL

Scopri TopLegal Digital, nuova panoramica sull’attualità del mondo legal, finance e aziendale

 

Sfoglia la tua rivista gratuitamente


TopLegal Digital
ENTRA