La novità

Lexroom.ai lancia il modulo di diritto penale

La piattaforma nasce grazie a un percorso di co-progettazione con lo studio legale specializzato Baccaredda Boy

09-07-2025

Lexroom.ai lancia il modulo di diritto penale

Lexroom.ai, piattaforma di AI generativa per il settore legale, ha sviluppato un modulo interamente dedicato al diritto penale.

 

La piattaforma di AI generativa per il settore legale, grazie a un percorso di co-progettazione con lo studio legale specializzato Baccaredda Boy, è la prima in Italia ad aver sviluppato uno strumento con accesso immediato e centralizzato alle principali fonti giuridiche del diritto penale.

 

Integrando il motore AI per l’analisi giuridica proattiva, apre una nuova era del digitale applicato al diritto penale per supportare l’attività professionale.

 

La lentezza digitale del diritto penale è una delle criticità del settore legale in Italia. Nonostante sia uno dei rami più strutturati, codificati e consolidati dell’ordinamento giuridico, la maggior parte degli studi legali italiani e internazionali continua a studiarlo, applicarlo e tramandarlo attraverso strumenti tradizionali e la consultazione di repertori cartacei, archivi locali e raccolte fisiche di sentenze rappresenta ancora una parte consistente del lavoro quotidiano di avvocati, praticanti e giuristi.

Secondo l’Osservatorio Professioni Legali del Censis, la situazione in Italia è particolarmente marcata:

  • quasi il 40 % delle ore lavorative di un giovane avvocato sono impiegate in ricerche documentali suscettibili di automazione – quindi alto dispendio di energie e tempo sottratto a consulenza strategica e rapporti col cliente
  • l’IA è percepita come un rischio “minore” (solo l’8,1 % la indica come criticità futura), rispetto ad oneri amministrativi, ritardi nei pagamenti, durata dei processi, ecc.
  • il diritto penale rappresenta una nicchia ancora poco digitalizzata per la complessità elevata dei fascicoli (atti cartacei, intercettazioni, documentazione) e per normative restrittive su privacy e catena di custodia dei dati che rallentano l’adozione di strumenti documentali avanzati.

 

C’è ancora una scarsa consapevolezza sul potenziale trasformativo delle tecnologie digitali nel penale: il 72,3 % degli avvocati non usa ancora strumenti di intelligenza artificiale, e ben il 17 % dichiara che non lo farà mai.

 

Tuttavia, il 31,7 % sta valutando l’adozione futura, denotando un'apertura ma, al contempo, anche una forte resistenza culturale legata a formazione e costi.

 

Per tali ragioni, lo strumento offre l’accesso immediato e centralizzato a tutte le fonti principali
(normativa sostanziale e processuale, giurisprudenza di merito e di Cassazione, diritto UE e
convenzioni internazionali, disciplina penitenziaria e responsabilità amministrativa degli enti,
assicurando informazioni sempre aggiornate) riducendo sensibilmente i tempi di ricerca
fino a 10 ore settimanali, sfruttando il potenziale dell’AI generativa.

 


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