Con una sentenza innovativa n. 7859 del 7 ottobre 2025 il Consiglio di Stato, in pieno accoglimento delle tesi difensive di Germana Cassar (in foto), partner e co-head dell'energy sector dello studio legale internazionale Dla Piper, ha fornito alcuni importanti chiarimenti sui principi che regolano i sistemi di incentivazione della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili.
La sentenza chiarisce che l’incentivazione ha lo scopo di assicurare una equa remunerazione dei costi di investimento ed esercizio e che il momento rilevante per compiere tale valutazione è la data di entrata in esercizio dell'impianto. A quella data, infatti, matura il diritto all’incentivo e possono dirsi completati gli investimenti.
Pertanto, ai fini della determinazione della tariffa incentivante occorre fare riferimento al dato più aggiornato della potenza dell'impianto, perché corrisponde alla reale misura dell’investimento da incentivare.
Con tale pronuncia, il Consiglio di Stato ha ritenuto che le Procedure Applicative emanate dal GSE possano essere disapplicate dal giudice se contrarie ai principi normativamente previsti in materia di incentivazione alle fonti rinnovabili "avendo pacificamente fonte sub-legislativa (se non addirittura natura di circolare)", si legge nella sentenza.
In foto: Germana Cassar (in foto), partner e co-head dell'energy sector dello studio legale internazionale Dla Piper