Contenzioso

Corte dei Conti, assolti in appello gli amministratori assistiti da Ughi e Nunziante

Fotovoltaico e incentivi, si chiude il contenzioso con due sentenze che escludono responsabilità per danno erariale società appartenenti a un gruppo tedesco attivo in Italia nel periodo 2005–2015

22-01-2026

Corte dei Conti, assolti in appello gli amministratori assistiti da Ughi e Nunziante

La Sezione d’Appello della Corte dei Conti di Roma, con due sentenze depositate il 13 gennaio 2026, ha escluso la responsabilità per danno erariale di alcuni amministratori di società appartenenti a uno dei principali gruppi tedeschi attivi in Italia nella produzione e vendita di energia da fonte solare nel periodo 2005–2015.

 

Ughi e Nunziante ha assistito gli amministratori con un team guidato dal partner Andrea Marega e da Mariagrazia Romeo (professionista esterna allo studio) e composto anche dal partner Martin Hartl e dai senior associate Francesco De Filippis e Giorgia Diotallevi.

 

Il procedimento riguardava la presunta illecita percezione delle tariffe incentivanti del Primo Conto Energia da parte di quaranta società veicolo (SPV), titolari di impianti fotovoltaici da 1 MW ciascuno.

 

Secondo l’impostazione delle Procure regionali della Corte dei Conti di Bolzano e Venezia, che avevano avviato i procedimenti nel 2019, gli amministratori avrebbero realizzato un artificioso frazionamento di quello che sarebbe stato, nella sostanza, un unico grande impianto fotovoltaico, al fine di aggirare il limite dimensionale di 1 MW previsto dalla normativa per l’accesso agli incentivi.

 

In primo grado si era registrato un contrasto giurisprudenziale. La Corte dei Conti di Bolzano, con sentenza del 29 giugno 2023, aveva respinto il ricorso promosso dalla Procura locale. Di segno opposto la decisione della Corte dei Conti di Venezia, che il 21 marzo 2023 aveva accolto le richieste della Procura veneziana, condannando gli amministratori e le società, in solido, al risarcimento del danno erariale in favore di GSE S.p.A. per un importo complessivo di circa 40 milioni di euro.

 

Con le pronunce depositate il 13 gennaio 2026, la Corte dei Conti in sede di appello ha risolto il contrasto giurisprudenziale, rigettando l’appello proposto dalla Procura di Bolzano e accogliendo, tra gli altri, quello presentato dagli amministratori coinvolti. La pronuncia ha comportato la dichiarazione di inefficacia di tutti i sequestri conservativi su crediti, beni mobili e immobili, precedentemente autorizzati e convalidati in primo grado.

 

Nella foto: i partner Andrea Marega e Martin Hartl


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