L'intervista

Ashurst Italia: crescita record, stile Milanese

Lo studio celebra nel 2025 un quarto di secolo di attività nel nostro Paese. A un anno dalla sua nomina, il managing partner si racconta a TopLegal e traccia un primo bilancio

30-12-2025

Ashurst Italia: crescita record, stile Milanese

Diritto e visione. Pensiero e azione. Due principi che sintetizzano la direzione intrapresa da Ashurst Italia, tra crescita e consolidamento. A guidarla è Michele Milanese, 47 anni, nato a Terni, managing partner da novembre 2024, che ha impresso al team un approccio fondato su collaborazione, merito e fiducia nelle nuove generazioni. È passato un anno esatto dalla sua nomina. E ha accettato di condividere con TopLegal un primo bilancio di questo percorso.

 

Nella sede di piazza San Fedele a Milano lavorano oggi circa 70 professionisti, di cui 11 partner, in una realtà che ha appena festeggiato 25 anni di presenza nel Paese. «La nostra è una crescita record, conseguenza naturale di una forte espansione avviata nell’ultimo triennio». Secondo quanto risulta a TopLegal, l’ultimo esercizio (maggio 2024-aprile 2025) si è chiuso con un incremento intorno al 25%, con proiezioni per il 2026 che indicano un andamento analogo.

 

Numeri. Ma anche e soprattutto volti. Alla guida del banking è arrivato Riccardo Rossi da Chiomenti, nel restructuring Antonio Azzarà da Crccd, nel Disputes Loris Bovo da Linklaters, oltre alle promozioni interne di Annamaria Pinzuti in Corporate M&A focus Energy-Infra, Annalisa Santini in Global Markets e Gabriele Accardo in Competition.

 

«E' un’epoca di trasformazione profonda. Cerchiamo di anticiparla»

 

Una generazione di professionisti tra i 40 e i 50 anni «nel pieno delle energie e della voglia di collaborare, con la voglia di anticipare il futuro». Dichiarazione d’intenti che Milanese cita spesso: «Viviamo un’epoca di trasformazione profonda. Il nostro compito è anticiparla». Strategia che si traduce in investimenti concreti attorno a tre pilastri: collaborazione, innovazione e inclusione. Dalla formazione interna con Ashurst Academy ai programmi di leadership e feedback continuo, fino alla filosofia che promuove un ambiente aperto, dove «ognuno, senza distinzione di seniority, possa esprimersi al meglio, senza omologazioni».

 

Sul terreno dell’innovazione Milanese sembra molto a suo agio. Racconta la partnership con Harvey,  piattaforma Ai adottata globalmente dallo studio: «È un acceleratore, non un sostituto. Aiuta i professionisti a ragionare, a confrontarsi, a massimizzare la qualità del prodotto legale». E poi aggiunge: «Con la giusta formazione, queste tecnologie diventano democratiche. Sono strumenti che abilitano, non che sostituiscono». L’innovazione per Ashurst significa anche delivery integrato: con Ashurst Advance, la divisione NewLaw che integra tecnologia, processi e competenze multidisciplinari, e con Ashurst Risk Advisory, la divisione di legal-led consultancy che supporta i clienti nella gestione dei rischi strategici. 

 

Lo stesso approccio vale per la cybersecurity, tema su cui Ashurst ha organizzato vere e proprie simulazioni di “incidenti” con i clienti, per aiutarli a comprendere l'importanza di prevenire il rischio reale. «Non è un seminario ma un’esperienza immersiva. Solo vedendo come reagisce la propria struttura durante un incidente si capisce davvero cosa significa sicurezza digitale». Il filo conduttore è sempre lo stesso: essere partner nella gestione del rischio, non semplici fornitori di pareri legali. 

 

Ashurst Italia, focus su banking, private capital, energy, real estate

 

Una visione che si estende anche al mercato. L’Italia è strategica per lo studio globale, che ha l’headquarter a Londra: «Non siamo solo importatori di clienti: li esportiamo. Vale per i grandi fondi d'investimento internazionali e per le multinazionali italiane. Molte relazioni nate qui oggi proseguono negli altri uffici del network. Nel mondo Ashurst, l’Italia è un punto d’eccellenza. Non a caso, Carloandrea Meacci, che ha guidato la practice nazionale in qualità di managing partner per sei anni, dal 2018, è l’unico rappresentante dell'Europa Continentale nel board globale dello studio». 

 

A livello di industry sector, lo studio italiano punta, tra gli altri, su banking, private capital, energy, infrastrutture e real estate. Focus che si traduce in operazioni concrete come l'assistenza legal e tax a Verdalia Bioenergy Limited (Goldman Sachs), in una delle più significative operazioni nel settore del biometano in Europa (671 milioni di euro), o come l'assistenza tramite team multidisciplinare real estate, M&A, finance, tax e urbanistica a Grr Garbe Italy e Intermediate Capital Group nella più grande operazione immobiliare nel settore del food retail in Italia dell’ultima decade. 

 

Importantissima è anche la dimensione umana. Milanese parla di inclusione come una realtà, non come un’etichetta. Racconta delle iniziative con il World Food Programme, Premio Nobel per la Pace, e con l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, e delle politiche gender neutral per il parental leave. «Quest'anno abbiamo festeggiato tutte le ricorrenze religiose rappresentate in studio: la fine del Ramadan, la Pasqua ebraica, quella cattolica e quella ortodossa. È un modo per conoscerci meglio e ricordarci che le differenze arricchiscono».

 

«L'espressione 'off records'? Usarla durante un'intervista sarebbe contradditorio»

 

Gli chiediamo una fotografia del mercato legale. La risposta è netta: «L’Italia è un mercato di altissima qualità. Ma la differenza la farà chi saprà innovare. La tecnologia e la scala globale sono oggi leve decisive». Non c'è enfasi. Solo calma. Quella di chi preferisce il merito alla retorica. Alla fine della conversazione emerge un dettaglio: non è mai stata utilizzata l’espressione off records: «Con tutto il lavoro che facciamo per la trasparenza – commenta Milanese – mi sarebbe sembrato contraddittorio».

 

E forse è proprio qui che si ritrovano le due anime di Milanese: pensiero e azione. Le stesse che emergono nelle sue passioni, le lunghe camminate, «da buon umbro», e le auto sportive. Equilibrio e slancio. Come la rotta tracciata per Ashurst Italia.


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