Simboli immortali di forza e rinascita i Bronzi di Riace. Specchio di consapevolezza e cambiamento l’Environment Forum che si è tenuto il 22 ottobre scorso a Reggio Calabria al Museo Archeologico Nazionale, la stessa cornice che custodisce i due capolavori dell’antichità.
L’evento, promosso da TopLegal con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e organizzato con il contributo dello Studio Legale Napoletano, ha riunito figure istituzionali, politiche, legali, accademici e manager per confrontarsi sulla sfida cruciale dell’attuazione della nuova Direttiva Europea 2024/1203 contro i reati ambientali, normativa che inasprisce le sanzioni e impone l’adeguamento entro maggio 2026, tracciando la rotta verso un diritto ambientale più rigoroso ed efficace.
Ad aprire i lavori, i saluti di Rosario Maria Infantino, presidente del Consiglio dell’ordine degli avvocati di Reggio Calabria, seguiti dall’intervento di Giuseppe Borrelli, Procuratore capo della Repubblica di Reggio Calabria, il quale ha sottolineato l’importanza di un approccio sinergico tra magistratura, istituzioni e imprese nella prevenzione dei crimini ambientali.
A moderare il confronto, il giornalista Giacomo Iacomino, che ha guidato tre tavole rotonde dedicate ai pilastri della lotta ai crimini “green”: repressione, prevenzione e ripristino.
Repressione: L’anello forte e l’anello debole del sistema
La prima tavola, “Contro i crimini green: giustizia, indagini e sanzioni”, ha analizzato la frontiera del contrasto. Sulla scia di casi complessi come la Terra dei Fuochi, il Procuratore capo Giuseppe Borrelli ha tracciato il quadro dei crimini più diffusi e degli strumenti normativi in evoluzione, delineando la lotta quotidiana contro la criminalità ambientale.
Il confronto è stato cruciale per definire il contesto giuridico in cui la Direttiva Ue andrà a operare, specialmente nel bilanciare la severità penale con la complessità delle normative esistenti, come sottolineato da Cosimo Pacciolla, head of legal risk management & integrated compliance di Q8 Italia.
Contributo centrale quello di Enrico Napoletano, founder dello Studio Legale Napoletano e Professore di diritto ambientale all'Università di Roma Tor Vergata, che ha guidato la riflessione sugli elementi di forza e sulle fragilità del sistema di contrasto italiano, in vista degli standard richiesti dal recepimento europeo.
Prima che sia troppo tardi e "scudo difensivo"
La sessione successiva, "Prima che sia troppo tardi: strategie e strumenti di prevenzione ambientale", si è focalizzata sull'impresa e sul concetto di "scudo difensivo". Italo Partenza, socio e co-fondatore di Itc Law, ha analizzato la responsabilità oggettiva e le sfide del diritto civile, mentre Michela Panetta, consulente senior per sistemi di gestione Integrata dei rifiuti di Mhp Consulting, ha evidenziato il ruolo cruciale delle procedure operative di gestione rifiuti ai fini della compliance.
L'Avvocato penalista d'impresa Maurizio Arena, esperto di antiriciclaggio di Kuhn, ha illustrato la sinergia tra Modello 231 e certificazioni ISO 14001 come strumento per blindare l'azienda dalla responsabilità penale.
L'Ingegnere Giuseppe Filauro infine ha aggiunto una prospettiva tecnica e pragmatica: la conclusione unanime è stata che, in vista della Direttiva, la singola azione non negoziabile per l’impresa è trasformare l’obbligo legale in un vantaggio competitivo e una tutela effettiva.
Ripristino: dalla bonifica alla rigenerazione economica
Il Forum è stato chiuso dalla tavola rotonda "Curare le ferite della Terra: percorsi di ripristino ambientale e rigenerazione", che ha focalizzato l'attenzione sul risultato finale: la bonifica e il legame con la salute.
Gli accademici Vladimiro Bonamin, Professore di igiene industriale e Renato Baciocchi, Professore ordinario di ingegneria sanitaria ambientale, entrambi dell'Università degli Studi di Roma Tor Vergata, hanno evidenziato la disomogeneità normativa nazionale e l'importanza della rigenerazione urbana nelle aree dismesse.
I direttori generali Maria Siclari (Ispra) e Michelangelo Iannone (Arpacal) hanno rimarcato la necessità di una strategia ampia e coordinata per uniformare gli interventi e garantire che la tutela ambientale sia sempre un principio guida per la salute umana.
La call to action finale ha suggerito di misurare il successo del ripristino non solo in base alla bonifica tecnica, ma anche sulla capacità di riconvertire l'area bonificata in una risorsa economica e sociale tangibile, come un nuovo parco o un polo logistico, sbloccando il potenziale trasformativo del territorio.
L'Environment Forum si è concluso ribadendo la legalità ambientale come motore di uno sviluppo sostenibile non più rimandabile.